Libri miniati tra arte e liturgia.
Questa sala custodisce il cuore scritto e cantato della Cattedrale di Vigevano. I grandi codici liturgici e i corali esposti furono commissionati da Francesco II Sforza per l’uso quotidiano nella chiesa, e miniati da Giovan Gerolamo Decio, artista di corte a Milano. Ogni pagina è un equilibrio tra parola sacra, notazione musicale e decorazione pittorica, dove la fede prende forma attraverso il colore, l’oro e l’inchiostro.
Tra i capolavori spicca un messale di scuola ferrarese miniato da Guglielmo Giraldi, uno dei più grandi miniatori del Rinascimento italiano. Giraldi è celebre per aver realizzato il Codice Urbinate Latino 365 per Federico da Montefeltro, contenente alcune delle più affascinanti raffigurazioni dell’Inferno e del Purgatorio dantesco. La sua presenza in questa sala collega Vigevano ai grandi centri culturali dell’Italia rinascimentale, testimoniando un dialogo artistico di altissimo livello.
Questi volumi non erano pensati per essere solo letti, ma vissuti: venivano aperti durante le celebrazioni, seguiti dal coro, sfogliati davanti all’altare. Ogni nota, ogni iniziale miniata, ogni margine decorato contribuiva a creare un’esperienza totale, in cui la musica, la parola e l’immagine si fondevano in un’unica forma di preghiera.
In questa sala il visitatore entra in un tempo in cui il libro non era un oggetto silenzioso, ma una voce. Una voce che ancora oggi, tra queste pagine, continua a cantare.


